Banco del Mutuo Soccorso “Darwin!” (1972)

Banco del Mutuo Soccorso “Darwin!” (1972)

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Banco del Mutuo Soccorso
“Darwin!”, 1972 (Ricordi)
Folk-Rock

di Fabrizio Malvezzi

Ho conosciuto Francesco Di Giacomo e i fratelli Nocenzi in occasione dell’organizzazione della tappa a Mantova del tour di “Urgentissimo”, nel 1980.
Abbiamo passato insieme tutta la giornata di un freddo febbraio, domenica, tra prove, partite ascoltate attraverso “Tutto il calcio minuto per minuto” (a tifare Roma, …loro) e due concerti.
Sì, due, perché in quella domenica il soundcheck del pomeriggio fu un vero e proprio concerto organizzato all’ultimo momento per accontentare il pubblico che non aveva trovato il posto per lo spettacolo serale i cui biglietti erano andati esauriti in pochi giorni.
Impressionante l’umanità e la semplicità di Francesco. Ho parlato con lui come se ci conoscessimo da una vita. Non così con i Nocenzi, meno affabili e, soprattutto Vittorio, concentrati nella messa a punto dei concerti.
Avevo con me dei giganti della musica internazionale, del prog che tanto ho amato, ed era come essere in compagnia di vecchi amici.
Qualche anno dopo li avrei ritrovati in occasione del concerto organizzato all’interno della “Fiera di Mantova” e in quell’occasione Vittorio mi diede l’autorizzazione a trasmettere in diretta radio la serata (registrazione che ancora conservo gelosamente).
Scegliere la pietra miliare del Banco non è impresa facile, soprattutto tra i primi tre dischi pubblicati a pochi mesi di distanza tra il 1972 e il 1973, tutti e tre splendidi.
Alla fine ho optato per “Darwin!”, secondo lavoro del gruppo pubblicato a dicembre del 1972 pochi mesi dopo l’esordio dell’album omonimo del gruppo.
Sette le composizioni contenute in questo capolavoro, una meglio dell’altra: “L’evoluzione”, “La conquista della posizione eretta”, “Danza dei grandi rettili”, “Cento mani e cento occhi”, “750.000 anni fa… l’amore?”, “Miserere alla storia”, “Ed ora io domando tempo al tempo…”.
Nella loro musica si fondono perfettamente le sonorità classiche (Gianni) con quelle jazz (Vittorio) abbinate alla poesia e ai testi complessi di Francesco, rivelatori della grande conoscenza letteraria di quest’ultimo con una forte attenzione anche per il sociale.
In tutto il panorama prog è veramente raro trovare un connubio così perfetto tra musica e parole.
Ed è proprio questa perfezione che ha permesso al Banco di rimanere per tanto tempo un punto di riferimento per i gruppi italiani e non solo.
Consiglio di ascoltare i brani in modo attento, non distratto, magari ad occhi chiusi.

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Oltre a vicepresiedere come si conviene a un vicepresidente, ci guarda dall'alto dei suoi 192 cm. La foto non tragga in inganno.