Salti di compleanno

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Le piccole storie di Maria Vittoria Grassi

C’era una volta una famosissima regina, di nome Chieramai, che si rifiutava di compiere gli anni.

Fin da piccola, quando i suoi genitori arrivavano con la torta e le candeline, strepitava e sbraitava, gettando crema e pezzi di cioccolata su granduchi, dame e cortigiani vari.

A dieci anni erano riusciti al massimo a fargliene compiere quattro, per cui Chieramai non era andata a scuola, mangiava solo le pastine glutinate e girava vestita con pagliaccetti e tutine, come appunto una bimba di quattro anni.

I suoi genitori erano disperati tanto che il re, il noto e potentissimo Beatochimivede, si era dato alle guerre e non tornava mai a casa, tra una guerra e l’altra, se non per cambiarsi la corazza sporca o per collocare, nella sua stanza dei trofei, le unghie dei nemici uccisi, di cui aveva una collezione ricchissima.

La madre, l’ancora più nota regina Turistafaidate, si era invece data ai viaggi e l’ultima volta che diede notizia di sé fu durante un’escursione sulle Ande, quando si fece fare un selfie sulla Cordigliera.

Chieramai, rimasta in balia di governanti e maggiordomi e diventata regina, ne approfittò per continuare coi suoi capricci: a quarant’anni ne aveva compiuti soltanto quindici: andava a scuola, teneva le trecce sulle spalle e portava calzoncini corti e scarpette rosa da ginnastica.

Per di più pretendeva che anche le sue dame di corte comparissero nella stessa foggia e non vi dico la rabbia dei mariti, magari calvi e con barba bianca, quando dovevano uscire in pubblico con le loro “’mogli – ragazzine”.

Un giorno la più fidata dama di compagnia della regina, una sapiente signora di 84anni, le ricordò: “Maestà, anche a quindici anni, una sovrana che abbia a cuore il suo regno deve decidersi a pensare a un marito e agli eredi: non si può quindi più rimandare la scelta di uno sposo per voi, e dovete farlo subito, prima del vostro non compleanno dell’anno prossimo!”

Chieramai si accorse che la proposta era saggia e cominciò un lungo viaggio per trovarsi un marito. Naturalmente, dato che aveva compiuto solo quindici anni, scelse un modo di viaggiare piuttosto alternativo, e cioè la bicicletta.

Si mise la sua corona ben salda in testa, la fissò con una bella fascia luccicante, indossò un paio di calzoni da ciclista rosa shocking con Io stemma regale e partì.

Dietro a lei una fila interminabile di biciclette di corte: in testa la prima dama di compagnia (con qualche problema di artrite), quindi 12 damigelle (età media 60 anni) con le figlie aspiranti damigelle e le nipoti vice aspiranti damigelle; seguivano primi ministri, gran ciambellani, piccoli ciambellani, minuscoli ciambellani e così via. In ogni paese il corteo si fermava, la regina dava un’occhiata in giro, diceva “Qui sono tutti troppo vecchi per me!” e si rimetteva in viaggio.

Avevano ormai quasi fatto il giro dell’intero paese, la regina stava per non compiere il suo ennesimo non compleanno e ancora non aveva trovato Io sposo giusto.

Il corteo ormai si era notevolmente assottigliato perché molti tra i più anziani dignitari di corte erano caduti di sella lungo il percorso e avevano fatto perdere notizia di sè.

Giunsero infine ad un paese tutto bordato a lutto: striscioni neri, gente triste per le strade, negozi mezzi chiusi… La regina fece fermare il corteo e chiese a un passante il motivo di tanto cordoglio. “E’ a causa del nostro amato Principe, – rispose quello – il nobile e saggio Noncenesaraunaltro.

Compie oggi 90 anni e, secondo le tradizioni del nostro paese, a quest’età uno si ritira dalla vita sociale e va a vivere sulla montagna aspettando la morte.

E’ un vero peccato perché è il principe più onesto che ci abbia mai governato.

Ora devo andare a salutarlo.” E si allontanò tutto mesto.

Chiarenti, incuriosita, fece segno al corteo di seguirla e arrivò ad una grande reggia, davanti alla quale una fila di gente aspettava di entrare.

Chieramai si mise in coda e alla fine fu introdotta in una sala dove un giovane bello e prestante dava la mano con cordialità alle persone che sfilavano davanti a lui.

Quando fu il suo turno la regina non poté far a meno di dirgli: “Un vero peccato che lei si debba ritirare: non dimostra certo i suoi novant’anni!” E l’altro rispose, sorridendo: “Beh, lei ha ragione, cara signora; sono punito in realtà per una mia piccola mania: da quando sono nato io compio gli anni ogni sei mesi…. non c’è niente di più bello per me di una bella festa di compleanno! Anzi, se lei permette, visto che non è di queste parti, l’invito alla mia festa di oggi, così potremo conoscerci meglio…”

Inutile raccontare il resto della storia: la regina Chieramai trovò in Noncenesaraunaltro il marito ideale e i due vissero per sempre felici e contenti festeggiando (in media) un compleanno all’anno e morendo, dopo una vita di prosperità, l’una a quarantacinque anni e l’altro a 180!

 

Un caro saluto a tute e a tutti e …alla prossima da Vittoria!

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