The Police “Synchronicity” (1983)

The Police “Synchronicity” (1983)

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The Police
“Synchronicity”, 1983 (A&M records)
Rock

di Nicola Martinelli

The Police sono state una delle band britanniche più importanti degli anni ’80. I componenti erano Sting (basso, voce e autore di gran parte dei brani), Andy Summers (chitarra) e Stewart Copeland (batteria). Esordirono come trio punk rock ma si sono presto evoluti verso uno stile musicale più ampio, incorporando elementi reggae, pop e new wave.
Nell’arco di 5 album in 6 anni il loro stile fu in continua evoluzione. Ma è soprattutto dal vivo che si sono decisamente distinti (gli album live pubblicati ne sono una prova indiscutibile).
La loro discografia in studio si può dividere in 2 parti, con i primi tre album, (Outlandos d’amour, Reggatta de Blanc, Zenyatta Mondatta), più diretti, senza fronzoli, e gli ultimi due (Ghost in the machine, Synchronicity), più prodotti, con l’aggiunta di altri strumenti.
l loro ultimo album è senza dubbio il più compiuto e completo, con una lista di brani davvero impressionante, tutti composti da Sting tranne due.
Con “Synchronicity I” l’album parte subito in quarta con il notevole drumming di Copeland; “Walking in your footsteps” è un brano dalle atmosfere africane; “Oh my God” riprende un po’ il discorso del disco precedente, con l’aggiunta tastiere e sax; “Mother” scritta da Summers è l’episodio più debole, mentre in “Miss Gradenko” di Copeland si riconosce lo stile compositivo con accordi fuori dall’ordinario del batterista, ancora  più evidente nella splendida colonna sonora del film “Rusty il selvaggio” di Francis Coppola, composta lo stesso anno.
“Synchronicity II” è un brano molto potente che richiama il ritmo del primo pezzo. Il lato B, come si diceva una volta con i dischi, è una pazzesca sequenza di capolavori.
Si parte con “Every breath you take”, di cui è inutile parlarne; “ King of pain” è un brano di notevole atmosfera, così come “Wrapped around your finger” (qui molto bello il drumming di Copeland); “Tea in the sahara” ha atmosfere rarefatte e cantata quasi sottovoce. Il disco si chiudeva qui ma il cd invece conteneva un brano in più (per costringere la gente ad acquistare il nuovo formato che si stava sostituendo al vinile) e che considero un capolavoro : “Murder by numbers”, con un suono da trio che ricorda i primi album.
Dopo questo disco i Police si sciolsero, Sting ebbe una carriera solista importante, ora decisamente in declino, e Summers e Copeland si dedicarono a progetti solisti. Poi nel 2007 la reunion, che ebbi la fortuna di vedere allo Stadio Delle Alpi a Torino, e l’anno dopo lo scioglimento definitivo.
Per avere una idea della loro evoluzione basta ascoltare un loro “Greatest Hits”, ma “Synchronicity” resta il loro album più strutturato e completo della loro carriera.

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