Michel Petrucciani “Promenade with Duke” (1993)

Michel Petrucciani “Promenade with Duke” (1993)

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Michel Petrucciani
“Promenade with Duke”, 1993 (Blue Note Records)
jazz

di Luca Petruzziello

Capita spesso che jazzisti si confrontino con il passato; sarà per ammirazione o per la voglia di avvicinarsi ai cosiddetti grandi!
A volte capita, che ciò si realizzi, con l’inserimento di uno o più brani all’interno del proprio lavoro; altre volte, è il caso della pietra miliare di cui parliamo oggi, si dedica una intera sessione di registrazione!
Ma come mai ho scelto un album che in effetti non fa altro che riproporre successi e standards noti a tutti?
Beh se avessi parlato di un’artista qualsiasi avrebbe senso, ma quando si tratta di Michel Petrucciani possiamo essere certi che il percorso che propone sia di sicuro valore. E lo è ancor di più l’album di cui parlo oggi; basti pensare come la musica, che il pianista francese esegue in solo al pianoforte, sia stata concepita per l’esecuzione di una big band!
Il Duke di cui si parla è chiaramente Duke Ellington, ed i successi presenti nell’album hanno fatto la storia non solo del jazz, ma della musica del ventesimo secolo.
Ellington, infatti, ha prodotto opere che vanno dallo swing di inizio novecento sino a concerti di musica sacra, entrando con merito nell’Olimpo delle leggende musicali!
Petrucciani non è da meno; infatti difficile trovare lavori che possano essere considerati sotto la media dell’ottimo. Il suo tocco morbido e raffinato, aggiungeva valore a qualsiasi brano eseguisse; la performance di Estate, di Bruno Martino, contenuta in molti suoi live, oltre che nell’album omonimo ( insieme alla bellissima Pasolini), potrebbe essere considerata da sola una pietra miliare!
Eppure nel ventesimo secolo di pianisti eccellenti ne abbiamo avuti: da Silver a Jarrett; da Evans a Corea passando per .Peterson, Mabern e tantissimi altri; il tocco di Petrucciani, però,  scalda l’anima e la mente senza che ci si debba curare della tecnica esecutiva, che lascia ad ogni modo senza fiato!
Cosa dire di più; fatevi cullare dalle magie di: Caravan; Satin doll; la mia preferita African flower (consiglio l’ascolto anche della versione dei The Meeting, supergruppo fusion della GRP capitanato da Ernie Watts); Take the “A” train e tutte le altre.
Tutto rivisitato in chiave: moderna, essenziale e diretta!
Ascoltate questo lavoro e di sicuro avrete voglia alla fine di non fermarvi.
Oggi Petrucciani riposa nel cimitero monumentale di Parigi vicino a Chopin e tutte le radio francesi, alla notizia della sua morte hanno trasmesso in contemporanea la sua musica!
Mi viene da pensare quando il più grande jazzista italiano, Giorgio Gaslini, ci ha lasciati; la nostra dedica è stata: dalle reti nazionali tv un piccolo spot di due minuti e le radio, tranne le pochissime più attente, neanche un suo brano; vi garantisco che c’era da scegliere in oltre sessanta anni di carriera!

Buona musica a tutti!

Ps= per chi ha voglia di approfondire, può recuperare il documentario su  Petrucciani dal titolo: Body & Soul!

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