E sém ad sicütèra-bis

E sém ad sicütèra-bis

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la partita vista dal Ciffo

Titolón sulle orme di Fredón, re nostrano del dialetto mantovano, e commento dedicato ad Alberto Fortunati, re dei nostri inviati, che ci teneva sempre aggiornati. Confidando che il Fredone e l’Albertone compatiscano l’intento del mio rozzo memento.

Il titolo è bissato da quello della 9ª giornata di ritorno (Lecco – Mantova 2-0), di cui riporto la spiegazione per gli smemorati: “Come diceva mia madre: «A sém ad sicütèra», per dire: «siamo daccapo». Espressione dialettale, derivante dal «sicut erat in principio» (= com’era in principio) del «gloria Patri» in latino”. È quel che ho detto alla fine dell’ingloriosa e preoccupante sconfitta del Mantova con la Pro Patria, con Lauro rientrante che non ha ancora disfatto la valigia e già deve far l’Atlante.

Commento tristemente stringato e un po’ sballato per via della situazione e disegni ridotti all’osso per via delle feste, che paradossalmente inducono a ottimistica speranza per il futuro.

43’. Occasione Mantova. Paudice per Monachello, il tiro è bello, ma il portier Caprile respinge in grande stile. (clicca sul disegno per ingrandirlo)

48’. Con Bruccini malconcio ai confini, e quel ch’è sembrato fallo non fischiato, il sinistrone di Stanzani (1-2) infila il Marone cui non riesce il paratone. (clicca sul disegno per ingrandirlo)

2’ del secondo tempo. Lo Stanzan (idem 1-2)  non s’accontenta e raddoppia la polenta. (clicca sul disegno per ingrandirlo)

48’. Servito da Milillo in punta di spillo, Il gol di Monachello è davvero un bel gioiello ma ai fin del risultato è solo un gol del Lello. (clicca sul disegno per ingrandirlo). Ora speriam soltanto che il tifoso pianto non duri più di tanto.

 

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