Lyle Mays “Eberhard” (2021)

Lyle Mays “Eberhard” (2021)

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Lyle Mays
“Eberhard”, 2021 (Not On Label)
Jazz

di Luigi Viva

Dopo ventiquattro nomination al Grammy e undici Grammy Award vinti con il Pat Metheny Group, Lyle Mays ha finalmente ottenuto la sua prima vittoria come solista con Eberhard. Il mini cd, pubblicato postumo nel 2021, ha infatti, trionfato nella categoria Best Instrumental Composition.
Questa vittoria rende merito al genio di questo artista, una sorta di Frank Zappa del jazz, noto per la sua produzione con il PMG del quale era il co-fondatore.
La vittoria di Eberhard rappresenta qualcosa di straordinario, tanto più che si tratta di un cd autoprodotto, gestito, lavorato, cesellato con sapienza artigianale, dalla nipote Aubrey Johnson, che insieme alla madre Joan Johnson, sorella di Lyle, ne cura il ricordo e gestisce il suo lascito musicale. Nessuna traccia di grandi management, nessuna traccia dello stesso Metheny.
Ha smesso di suonare nel 2011, si è persino sbarazzato di gran parte della sua attrezzatura intorno al 2017. Ha poi avuto questo ritorno di interesse quando ha scoperto di essere malato. Eravamo molto uniti e parlavamo tutto il tempo. Quando abbiamo avviato questo progetto, ha avuto come un risveglio; penso che si sia ricordato del motivo per cui amava così tanto la musica. Non sapeva certo che sarebbe stato il suo ultimo lavoro. Sebbene fosse malato, come tutti noi era convinto che ce l’avrebbe fatta. (Aubrey Johnson)
Lyle, nonostante la malattia, registrò Eberhard l’anno antecedente alla sua scomparsa, completando tutte le registrazioni, tranne le ultime due sessioni di missaggio supervisionate da Steve Rodby e Bob Rice.
Lyle ha voluto accanto a sé alcuni dei musicisti che negli anni hanno condiviso i suoi progetti.  Ecco apparire, oltre alla nipote Aubrey Johnson, alla quale si devono le parti vocali, musicisti del calibro di Bill Frisell alla chitarra, Steve Rodby contrabbasso, Jimmy Johnson basso elettrico, Bob Sheppard sax tenore, flauto, flauto alto, clarinetto, clarinetto basso, Jimmy Branly e Alex N. Acuña batteria e percussioni, Wade Culbreath vibrafono, marimba, xilofono, orchestra bells ,tone bells, Mitchel Forman organo Hammond B3 e piano elettrico Wurlitzer, Rosana Eckert e Gary Eckert voce, Timothy Loo, Erika Duke-Kirkpatrick, Eric Byers e Armen Ksajichian violoncelli.
Un lavoro che fa venire i brividi dalle battute iniziali, quando le mani di Lyle suonano le prime struggenti note. Anche in questa occasione, Mays mostra tutta la sua genialità e le straordinarie capacità di arrangiatore ed orchestratore. Eberhard è una mini-sinfonia, di tredici minuti e tre secondi, dedicata a Eberhard Weber, presentata dal vivo nel 2009 allo Zeltsman Marimba Festival, poi completata e rielaborata nella versione definitiva fissata in studio.
L’apertura è demandata al pianoforte e alle suggestive percussioni di Alex N. Acuña che simulano il suono dell’acqua. Eberhard contiene tutto il suo mondo: il jazz, la musica minimale, il gamelan, l’influenza di Nanà Vasconcelos e della musica brasiliana (vedi l’utilizzo delle voci in chiave melodica senza parole ad opera della brava Aubrey Johnson). Mentre la musica scorre, ritornano le atmosfere della etichetta ECM e le composizioni del Pat Metheny Group; in certi momenti viene quasi naturale aspettarsi l’intervento di Metheny a significare quanto importante sia stato il ruolo di Lyle Mays all’interno della band. Era lui infatti a caratterizzarne le forme compositive e il sound in maniera originale ed innovativa. Straordinari i musicisti che gli sono stati accanto fino all’ultimo: dallo splendido sax di Sheppard al bravissimo Jimmy Branly alla batteria. Mille colori, mille sfumature e, soprattutto, la densa emozione che avvolge l’intera esecuzione. Tredici minuti che racchiudono una vita,  un percorso dell’anima di quello che è stato uno dei più grandi musicisti contemporanei.

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Luigi Viva è nato a Roma nel 1955. Tra le sue collaborazioni giornalistiche “Il Sussidiario.net”, “Raro!”, “Paese Sera”, “Ciao 2001”, “Il Tempo”, “Jam”, “Classic Jazz” e “Classic Rock”. Nel 1989 pubblica "Pat Metheny. La biografia, lo stile, gli strumenti" (Franco Muzzio Editore). Nel 2013 esce "Pat Metheny. Una chitarra oltre il cielo" (Stampa Alternativa). Per Feltrinelli ha pubblicato "Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio De André" (2000) e "Falegname di parole. Le canzoni e la musica di Fabrizio De André" (2019).