Storia di una storia molto distratta

Storia di una storia molto distratta

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Le piccole storie di Maria Vittoria Grassi

C’era una volta una storia molto distratta.Cominciava come al solito, col classico “C’era una volta..” ma poi si perdeva e si confondeva:”C’era una volta un principe, no, una principessa cattiva che era anche bassa di statura e si vestiva sempre di rosso e perdeva le scarpe a mezzanotte. E alla fine si sposò con uno dei sette nani che diceva le bugie e quindi gli si allungava il naso, ma per fortuna seminando le briciole di pane alla fine la strega lo trovò e se lo mangiò!”.

Quando questa storia veniva raccontata suscitava sempre grandi pasticci: le mamme non si raccapezzavano e si innervosivano, le baby sitter (che non conoscevano neanche le favole tradizionali) perdevano la testa e i papà si inceppavano di continuo e facevano delle figuracce con i loro bambini. Così la storia fu convocata dal tribunale dei maghi, le fu inflitta un’enorme multa e le fu raccomandato di essere più attenta e responsabile. Per un po’ tutto filò liscio: i personaggi tornarono al loro posto e le vicende cominciarono e finirono come ci si aspettava. Dopo qualche tempo però i problemi ricominciarono: Biancaneve si mangiò le pere di Pinocchio, Cenerentola finì arrostita nel forno della strega di Hansel e Gretel e il Pifferaio magico si innamorò della Bella Addormentata e le regalò per le nozze una gabbia piena di topi. Un vero disastro: la storia distratta fu sospesa dall’Albo delle Storie magiche  e perse il lavoro, nel senso che nessuno la voleva più raccontare. La poveretta trovò qualche occupazione precaria in piccole scuole materne di provincia, dove le maestre, per tenere occupati i bambini più piccoli, non guardavano troppo per il sottile, ma certo non erano momenti di grande soddisfazione quelli in cui, di colpo, nel bel mezzo delle storie (per la verità sempre un po’ confuse) i piccoli si addormentavano o le insegnanti intonavano qualche canzoncina infantile.

Un giorno però la storia distratta lesse sul giornale che in una famosa città si teneva un particolare Festival dedicato all’umorismo.

 

Erano invitati al Festival tutti gli scrittori che amavano il riso e la comicità. La nostra storia si sentì rinascere: si precipitò alla sede del Festival, scelse lo scrittore più giovane tra i presenti e gli trasmise le sue parole. Fu un successone: con la favola intitolata “C’era tre volte un poveretto che rifece il naso a Mastro Geppetto” il giovane scrittore vinse la gara del Festival dell’Umorismo e da allora si tenne sempre ben stretta la Storia distratta, che continuò beatamente a raccontare pasticci divertendo la gente e rendendo famoso chi la raccontava.

Un caro saluto e, come sempre, alla prossima! da Maria Vittoria Grassi

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