Lòfi, şlanà e scalognà

Lòfi, şlanà e scalognà

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la partita vista dal Ciffo

Guarda che aggettivo mi è venuto in mente al vedere questo Mantova: “lòfi”, in italiano “lòffio = floscio, cascante” (dizionario Devoto-Oli). Lo dicevamo negli anni 50, nel nostro dialetto, per definire un atteggiamento senza forza, fiacco e quindi inconcludente. “Şlanà” poi vuol dire “senza lena” (vocabolario mantovano-italiano dell’Arrivabene). “Scalognà” (il Mantova ha colpito due pali) non ha bisogno di traduzione. Ed eccovi la sintesi  (breve ma cürta) di una partita che il Mantova doveva voler vincere a tutti i costi, contro un avversario “diretto”, avanti d’un sol punto, per superarlo e uscire dalla zona play-out. E invece ci siam dentro in pieno, con 4 punti da scalare. E alóra? Sperém in dla prosima, e s-ciao.

41’. Ghilardi gira bene dalla destra una non facile palla che spiove davanti alla porta tra il dormiveglia difensivo, ma ci piomba su Procaccio che, di controbalzo, si procaccia solo un palo. (clicca sul disegno per ingrandirlo)

15’ del secondo tempo. Lampo di Yeboah che vola verso l’area e spara dal limite, ma a salve, perché anche lui colpisce il palo. Anca Yeboah scalognà. (clicca sul disegno per ingrandirlo)

18’. Il rigore (atterramento in area di tale Zoma) realizzato dal Cocco che senza tante coccole scaraventa la palla da una parte mentre il Chiorra si tuffa dall’altra. (clicca sul disegno per ingrandirlo). Ed è notte fonda. Sperèm che domenica agh sia al sol.

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