Storia di Rugoso e di Ranetta

Storia di Rugoso e di Ranetta

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Le piccole storie di Maria Vittoria Grassi:

C’era una volta un bel ranocchio verde scuro di nome Rugoso. Era nato in un magnifico stagno pieno di fango, nascosto tra i cespugli di una campagna ricca di fiori e alberi. Sua madre Gracida e suo padre Rauco erano genitori molto all’antica, che educavano i loro dodici figli con cura e affetto.

Gracida ogni sera, sotto un salice dello stagno, raccontava ai figli ranocchi bellissime favole, prima di mandarli a letto nella loro casa scavata sotto una roccia, riparata da un bel ciuffo di erbe palustri: era un posto po’ umido ma, in compenso, lì sotto, lo stagno non gelava mai e così la famiglia di Rugoso viveva felice e contenta.

Col tempo però Rugoso, a furia di sentire le favole di Gracida, si mise in testa di trasformarsi in principe e di sposare una principessa. Tutte le mattine si specchiava nello stagno, si sforzava di lisciarsi ben bene la pelle, si strofinava con la schiuma da barba di suo padre per diventare meno verde, faceva ginnastica per rinforzare le zampe … “Non trovi, mamma, diceva, che io abbia un aspetto più umano stamattina? Guarda, mi si sono rimpicciolite le orecchie!”. Figlio mio, diceva sempre la madre, togliti questa fissazione: guardati in giro! Ci sono tante belle ranette da corteggiare! C’è la figlia di Scrocchia, Raganella, che ha un sorriso straordinario! E la tua biscugina, Girina, ha vinto le gare nazionali di Salto dello Stagno: ha un corpicino stupendo!” Ma Rugoso non sentiva ragioni e sospirava, sperando di risvegliarsi un mattino e di trovarsi trasformato in principe.

Passarono i mesi e gli anni. Rugoso era un bel ranocchio maturo ma sempre zitello, mentre i suoi fratelli e sorelle, molto meno belli di lui, si erano ormai tutti felicemente sposati. Gracida e Rauco, ormai vecchi, erano preoccupati per questo figlio così ambizioso e così insoddisfatto: “Svagati, figlio mio, diceva Rauco, nuota, esci con qualche bella ranocchia, va’ in Ranoteca, vai su Istagrosp (versione ranocchiesca di Istagram) e trova la tua rana gemella!”

Niente da fare! finché un giorno, in un angolo dello stagno, Rugoso vide una piccola Rana, tristemente seduta su un sasso. “Che fai?” chiese Rugoso? “Niente, disse la ranetta, me ne sto in disparte perché nessuno mi vuole più parlare e i miei genitori mi credono pazza. Il fatto è che io non sono una Rana qualsiasi ma una principessa trasformata in Rana da un malvagio incantesimo e così …” Rugoso non la lasciò neanche finire: si inginocchiò (ahi, che male!) su una roccia appuntita davanti a lei e la chiese in moglie. “Anch’io sono un principe” le disse, “solo che non riesco a trasformarmi!”. Inutile dire che le nozze furono rapide e felicissime e che nacquero tantissimi ranocchietti, tutti belli verdi e sani anche se un po’ presuntuosi: andavano in giro con la pappagorgia ben dritta perché, dicevano, erano figli di re!

Un caro saluto, come sempre, da Vittoria!

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