La rivolta delle patate

La rivolta delle patate

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Le  piccole storie di Maria Vittoria Grassi

C’era una volta una patata. Era una bella patata, grande e formosa, con le curve al punto giusto e un delicato colorito crema che tante altre patate le invidiavano. Quando era uscita dal terreno, insieme a molte sue compagne, la nostra patata, che chiameremo Novella,  si era subito sentita piena di vitalità, guardando tutt’attorno i prati, gli alberi e, in lontananza, le case.

Il contadino che l’aveva fatta nascere era un robusto giovane dall’aria allegra: la mise, insieme alle altre compagne, in un cestone, e Novella cominciò subito a sgomitare per stare il più in alto possibile. “Che modi! -le disse una patata un po’ rugosa, lunga lunga e piuttosto grassa – chi credi di essere? La regina delle patate?!” Perché no?” Rispose Novella che, a dire il vero, si distingueva dalle altre; così si mise a riflettere, anche se un po’ sballottata,  durante tutto il lungo tragitto che la trasportò in un magazzino pieno di sacchi di patate di tutti i tipi.

E proprio vicino al suo sacco Novella vide un cartone pieno di patate scure e un po’ avvizzite, piene di bitorzoli. Una, in particolare, la notò e le si rivolse.” Siete le nuove arrivate eh! ti do un consiglio, cara, cerca di fare bene i tuoi conti perché noi patate da sempre sopportiamo le offese e i maltrattamenti degli umani e sarebbe tempo che qualcuna di noi prendesse l’iniziativa di ribellarsi. Io ormai sono vecchia e credo che mi rinsecchirò qui, ma voi giovani…

“E quali sarebbero le rivendicazioni da portare avanti . chiese Novella, che aveva sentito il contadino parlare al telefono di problemi sindacali e proteste. ”Anzitutto il linguaggio – disse la vecchia patata – abolire i luoghi comuni come   “spirìto di patata” patata bollente” “sacco di patate”, “idem con patate”, “naso a patata”,“patatone” ecc. Poi i comportamenti: staccarci i bitorzoli con il coltello, tenerci sempre al buio per conservarci, e, naturalmente, deplorevoli abitudini come affettarci, schiacciarci, bollirci, friggerci e mangiarci …” . “Accidenti, disse Novella – ci sono tutti i motivi per una rivolta sindacale! Proclamo ufficialmente “La ribellione delle patate” e io sarò il vostro capo!” Detto fatto si sollevò dal sacco in tutta la sua fierezza di patata e saltò sul pavimento, seguita da una fila di altre sue patate ribelli. “C’è un buco nel sacco delle ultime patate – gridò all’improvviso una voce! – Qualcuno raccolga quelle sul pavimento e le porti direttamente in cucina, che la pentola è già pronta!” .  La vecchia patata scosse malinconica la rugosa testa bitorzoluta:” Purtroppo non siamo ancora pronte per una efficace rivendicazione sindacale … Eppure qualcosa bolle in pentola!”.

Un caro saluto e alla prossima da Vittoria!

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