LE FARFALLE DI BOSCO FONTANA A MANTOVASCIENZA

LE FARFALLE DI BOSCO FONTANA A MANTOVASCIENZA

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Affascinanti, leggiadre, vivaci, delicate, allegre. Sono così evidentemente belle che è impossibile non fermarsi almeno qualche secondo ad osservarne il volo ipnotico mentre passano da un fiore all’altro oppure la danza aerea fatta di cerchi e rapidi incroci. Le farfalle sono tra i pochi insetti a non scatenare un senso di paura e ribrezzo ma anzi di attrazione grazie al loro valore estetico, declinato nei disegni geometrici e nei colori accesi delle ali. Eppure, nonostante tutti abbiamo osservato decine di volte una farfalla, chi saprebbe elencare il nome delle specie più comuni? O è a conoscenza del fatto che le ali sono costituite da migliaia di piccolissime squame (che in realtà sono setole appiattite)? Questi insetti non sono solamente belli ma presentano caratteri curiosi ed interessanti, che meritano di essere scoperti grazie, ad esempio, alla mostra fotografica delle farfalle di Bosco Fontana, visibile tutti i giorni di Mantovascienza nella Sala delle Capriate in Piazza Leon Battista Alberti da mezz’ora prima dell’inizio delle conferenze. Gli scatti sono stati realizzati da Sonke Hardersen, entomologo che grazie alla profonda conoscenza, alla pazienza e all’esperienza maturata negli anni è riuscito a catturare momenti e dinamiche particolari di taxa relativamente comuni o specie rarissime e quasi impossibili da osservare in natura. Tra queste, la Tecla della quercia (Favonius quercus), che ama volare in mezzo ai rami degli alberi e delle querce in particolare ed è quindi difficile da intercettare al suolo, e la Pafia (Argynnis paphia), le cui larve si nutrono solo di esemplari di viole, che nella Foresta costituiscono una delle poche popolazioni relitte sopravvissute nella Pianura Padana. Attira l’attenzione anche la Cedronella (Gonepteryx rhamni) caratterizzata da un’anomala e unica forma delle ali (le anteriori sono appuntite all’apice e le posteriori hanno una punta a metà del margine) che la rende simile ad una foglia e le consente di mimetizzarsi con facilità sugli arbusti.Cedronella | Insubria-Olona

Altre specie sono poi state immortalate in un momento magico, nelle prime ore della mattina, quando la rugiada riveste anche le farfalle ferme su fiori ed erbacee amplificandone con le piccole gocce la bellezza. Hardersen è anche riuscito a cristallizzare l’istante perfetto di un’azione rapidissima a cui è raro assistere: un    ragno-granchio (famiglia Tomisidi), che vive all’interno dei fiori dove attende con pazienza le proprie prede, sta per attaccare un’inconsapevole farfalla. È interessante pure cercare di comprendere il legame tra il nome di alcune specie e le loro caratteristiche morfologiche. Il caso più bizzarro è quello della Vanessa c-bianco (Polygonia c-album); volete scoprire perché si chiama proprio così? Visitate la mostra, prestando particolare attenzione ai disegni delle sue ali, soprattutto quelle inferiori.

[Valentina]

Foto di copertina: Sonke Hardarsen

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