Parliament “Mothership connection” (1975)

Parliament “Mothership connection” (1975)

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Parliament
“Mothership connection”, 1975 (Casablanca)
Funk, r&b

di Martina Vetrugno

Il funk come sinonimo di verità da cercare e tenersi ben stretta. Da questo caposaldo si sviluppa buona parte della narrativa del genio George Clinton, fondatore dei progetti Parliament e Funkadelic, riuniti successivamente nel collettivo P-Funk. Quest’ultimo termine chiave, oltre a simboleggiare il diminutivo di Parliament-Funkadelic e di pure-funk, raccoglie sotto un unico identificativo tutti gli artisti collegati alle creature di Clinton e le loro formazioni parallele, tra cui la Bootsy’s Rubber Band e gli Horny Horns, descrivendo un funk psichedelico figlio del rock di Hendrix, del soul e del doo-wop, corredato da estetica e concept surreali che incorporano la psichedelia tra fine Sixties e inizio Seventies e l’afrofuturismo.
Primo disco di platino in assoluto dei gruppi di Clinton, “Mothership Connection” rappresenta il concreto punto di partenza della mitologia P-Funk (o funkology), dopo una serie di semi che erano stati piantati con le prime opere. È il 1975, George ha rimesso in piedi da poco i Parliament e pubblicato con loro “Up For The Down Stroke” e “Chocolate City”, mantenendosi in un territorio maggiormente danceable, rispetto a quello serio e di stampo acid e psych dei Funkadelic, maturando di conseguenza l’idea di spingersi verso un lavoro più concettuale. L’ispirazione di base coinvolgeva brani dall’equilibrio perfetto come quelli di “Tommy” degli Who e “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles, ritmiche à-la James Brown e slang di strada, amalgamandovi scenari fantascientifici da sempre cari all’artista e una buona dose di politica, con uno sguardo al movimento Nation of Islam e a quello rivoluzionario delle Pantere Nere. La musica funk, e il relativo immaginario messo in piedi dal gruppo, divengono quindi voce critica di una controcultura, in reazione all’ambiente urbano sempre più teso degli anni Settanta, dove le comunità afroamericane si trovavano a fronteggiare la fine dell’ottimismo dell’era dei diritti civili; una netta risposta allo stato di polizia americano.
All’interno dell’opera figurano numerosi collaboratori, alcuni di vecchia data, come il bassista Bootsy Collins, l’addetto all’arsenale di tastiere e synth Bernie Worrell, i chitarristi Gary Shider e Glenn Goins, e il percussionista Jerome Brailey, e altri alla loro prima collaborazione con i Parliament, ovvero il sassofonista Maceo Parker e il trombonista Fred Wesley, provenienti dalle fila dei J.B.’s, band di supporto a James Brown.
La narrazione della surreale epopea funky prende piede con lo spoken word introduttivo di “P. Funk (Wants To Get Funked Up)”, arricchito da guizzanti botta e risposta tra ottoni e sintetizzatori, che rievoca l’apertura degli episodi della serie televisiva fantascientifica “The Outer Limits”. Clinton si cala nei panni di DJ Lollipop Man (o The Long-Haired Sucker), personaggio cucito sulle figure dei primi deejay radiofonici neri, all’interno della stazione radio di sua invenzione “We-Funk”, intento a spiegare al pubblico in ascolto che assisterà a uno show speciale e inaspettato. L’ispirazione di creare una radio personale deriva dal comportamento tenuto dall’industria discografica negli anni Settanta, che nel prodigarsi a promuovere soul e disco, finiva per scartare i brani funk, tra cui ovviamente quelli di Parliament e Funkadelic, considerati di minore appeal. Successivamente si sale a bordo dell’astronave dance di “Mothership Connection (Star Child)”, immaginata come una cadillac pronta a sfrecciare via e ritratta sulla copertina del disco, tra versi che richiamano il tradizionale brano spiritual “Swing Low, Sweet Chariot” e intrecci psych-soul e jazz-funk.
Il groove irresistibile della sezione ritmica e i cori di “Unfunky UFO”, traccia dai risvolti rhythm’n’blues che pone Glenn Goins a lead vocalist, da un lato incoraggiano l’ascoltatore a trovare il funk per arricchire la propria vita e dall’altro proseguono il racconto intavolato dal concept-album, con l’arrivo di un gruppo di alieni in cerca di “funk da comprare”.
Le nuove forme di linguaggio di “Supergroovalisticprosifunkstication (The Bumps Bump)” scivolano tra tastiere e synth spaziali, assoluti protagonisti, e mantra ripetitivi, manifesto della cosiddetta “nave madre”, per poi cedere di nuovo la parola a Goins, stavolta accompagnato da Shider, all’interno del più breve episodio di matrice r&b “Handcuffs”.
L’invasione aliena, causata dalla disperazione per la non reperibilità del funk, giunge al culmine con la corale, cosmica e trascinante “Give Up The Funk (Tear The Roof Off The Sucker)”, gioiellino introdotto dalla voce di Ray Davis a firma Collins-Clinton-Brailey, campionato e interpolato in seguito da un numero spropositato di artisti, tra cui Temptations, Public Enemy e Kendrick Lamar. Seppur apparentemente innocuo per le sue sonorità danzerecce, il tema del brano può rappresentare metaforicamente l’oppressione da parte dell’uomo bianco nei confronti della comunità nera, in relazione all’emarginazione della musica funk. La chiusura sostenuta dalla solida bassline di Bootsy spetta alle onomatopee di “Night Of The Thumpasorus Peoples”, nella quale gli squillanti interventi degli ottoni sono gradualmente sovrastati e commutati in synth liquidi. In essa vengono nominati per la prima volta i “Thumpasorus”, che faranno la loro apparizione anche in opere successive della mitologia P-Funk.
Dietro all’ironia, ai ritmi irresistibili e alle immagini iconiche racchiuse dai Parliament di George Clinton all’interno dell’emblema dell’afrofuturismo “Mothership Connection” c’è molto di più, a partire da temi di carattere politico e sociale, che vedono da una parte una vera e propria chiamata all’azione, e dall’altra simboli caricati di una valenza quasi spirituale, attraverso la creazione di un linguaggio nuovo di zecca indirizzato alla comunità afroamericana; il tutto senza dimenticare una grande eredità musicale e culturale estesa a hip-hop, jazz, rock, dance, techno e post-punk, che arriva fino ai giorni nostri.

 

https://www.ondarock.it/pietremiliari/parliament-mothershipconnection.htm

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