La libreria del buon romanzo

La libreria del buon romanzo

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Buongiorno, eccomi di nuovo qui dopo una breve pausa pasquale! 🤗 Oggi volevo proporvi una sfida, visto che non lo facciamo da un po’. 😉 Quindi recensirò di un libro che non mi è piaciuto, e la sfida è leggerlo nonostante tutte le cose negative che dirò. 😈

Ecco a voi “La libreria del Buon Romanzo” di Laurence Cossé!

In realtà appena l’ho aperto ho avuto subito una sensazione molto negativa. Ma ho deciso di continuare: speravo che questi sentimenti negativi venissero smentiti, ma al contrario mi sembravano sempre più giustificati. Più la storia va avanti, più sembra una tortura! 😅

La prima parte ha comunque un senso, con loro che vanno alla Polizia per capire chi ha cercato di uccidere il gruppo anonimo di lettori, però poi… Insomma, ho capito che Ivan e Francesca devono raccontare a Heffner la storia della libreria e dei lettori anonimi, ma riassumila, no?! 🤯 Spendici una decina di pagine, non un centinaio e passa! 😤 Poi, ad un certo punto, dice che ci hanno messo 2 ore e tre quarti per raccontare tutto al poliziotto… Sì, solo che per leggerlo di ore ne servono 4 o 5, forse anche di più! 😒 Oppure parti da lì e arrivi a quando parlano con la Polizia, ma così sembra solo un’enorme divagazione, come se non si arrivasse mai al punto!

Poi non si capisce chi stia raccontando la storia, o meglio: si capisce solo nelle ultimissime pagine, ma dopo tutto il resto sembra avere ancora meno senso di prima! 😂 È come se l’autore avesse cambiato idea durante la scrittura e poi non sia più riuscito a far quadrare le cose.

In più, alla fine la storia non va a parare quasi da nessuna parte. Dico quasi perché in realtà una conclusione c’è, ma il mistero resta per gran parte irrisolto, e le due storie d’amore rimangono in sospeso.

Insomma, questo libro sembra aspirare ad essere un poliziesco, un rosa e un inno alla grande letteratura, tutto insieme, ma alla fine non riesce ad essere fino in fondo nessuna delle tre cose. Le uniche due pagine che mi hanno lasciato qualcosa di positivo sono la 268 e 269, e se le leggerete capirete perché. 😉

TRAMA: Chi non ha mai sognato di aprire una libreria dove si vendono solo i libri più amati di sempre, scelti da lettori anonimi? Anche Ivan, un libraio ribelle, e la sua amica Francesca, una malinconica ereditiera, lo sognavano.

Dopo molti sacrifici, alla fine hanno realizzato il loro sogno. Non si aspettavano che sarebbe stato facile, e di sicuro non si aspettavano il successo.

Successo dovuto soprattutto ai clienti abituali, ma talmente improvviso e clamoroso che ben presto la libreria “Al Buon Romanzo” diventa bersaglio di malelingue. Perché non guadagnano poi molto e non è chiaro come facciano a non andare in bancarotta.

Ma Ivan, Francesca e i loro aiutanti non si danno per vinti, finché i lettori anonimi non vengono aggrediti fisicamente e rischiano la vita.

Allora decidono di rivolgersi alla Polizia. Per fortuna al caso viene assegnato Heffner, un poliziotto appassionato di letteratura quanto loro, che farà di tutto per scoprire il colpevole, a volte in barba alle procedure ufficiali. Ma il colpevole è davvero uno solo, oppure sono tutti i lavoratori danneggiati dalla libreria che si sono coalizzati per farla chiudere?

Allora, vi ho incuriositi? 😜 Fatemi sapere, alla prossima! 😘👋

Alisea Z.

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