9 marzo

9 marzo

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Una storia, una curiosità, un avvenimento da ricordare

Almanaccando

Pasquale e Margherita stanno attraversando piazza del Gesù a Napoli. Sono fidanzati. Davanti alla chiesa di San Domenico Maggiore, si fermano e si baciano. È il 9 marzo ed è il 1562. D’un tratto una guardia li ferma, li arresta e li conduce in carcere. Qualcuno li apostrofa come “”Svergognati, infami, indegni!””. Loro, attoniti, chiedono il perché dell’arresto al gendarme. La risposta ha dell’incredibile: “”Da oggi è proibito baciarsi in pubblico, mi dispiace ragazzi, ma vi attende il patibolo. Da oggi per chi si bacia c’è la pena di morte””. Così, da quel giorno, tutti gli innamorati di Napoli furono costretti a nascondere le proprie effusioni. Le motivazioni che portarono il Vicerè Fernando di Toledo a istituire questo tipo di reato sono ancora oggi misteriose. Una delle possibili ipotesi è legata a motivi igienico-sanitari. Era difatti da poco passata l’epidemia di peste che aveva colpito le città di Venezia e Torino. E di lì a breve ce ne sarebbe stata un’altra. Era quindi probabile che all’accorrere delle prime avvisaglie di malattia, la precauzione del Vicerè fosse quella di eliminare tutte le possibili vie di contagio, tra cui, purtroppo, i baci.
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