Il principe Strabuzzocchio -1

Il principe Strabuzzocchio -1

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Settimanale di favole inedite a cura di M. Vittoria Grassi

Le favole di MVG

IL PRINCIPE STRABUZZOCCHIO – 1

C’era una volta un ranocchio che era stato trasformato in principe. E come mai?
Si trattava del risultato di magia di un mago distratto, un certo Svaporino, (cugino del mago Svanito che certo ricorderete), mandato ben presto in pensione dall’Ordine dei maghi per i pasticci che combinava. Bene, Svaporino aveva fatto confusione con una storia di principi da trasformare in ranocchi e viceversa, e aveva quindi dato le sembianze di principe ad un ranocchio che non c’entrava per niente: si trattava infatti di un sano e robusto ranocchio di campagna, di nome Strabuzzocchio, fig1io di onorati ranocchi e destinato a procreare altri autentici ranocchi.
Il povero Strabuzzocchio, in men che non si dica, si era così ritrovato seduto su un trono, con la corona in testa e il mantello di ermellino. Davanti a lui si inchinavano tre Primi Ministri a pari merito, Vischioso, Servile e Ipocrita, che gli offrivano i loro servigi. Inutile dire quali difficoltà si presentarono al ranocchio/principe, soprattutto nei primi tempi del regno.
Anzitutto si poneva il problema del linguaggio. Strabuzzocchio gracidava e gorgogliava ma i suoi versi erano diversamente interpretati dai presenti, in particolare dai Primi Ministri: “Sua Eccelsa Ranocchità ha detto che solo io potrò interpretare la sua volontà! E vuole che gli sostenga la corona sulla sua graziosissima testa!” sbraitava Vischioso. “Al contrario – ribatteva Servile – Sua Ranocchiezza Serenissima ha espresso con chiarezza la sua preferenza per me, perché sono l’unico capace di ubbidirgli umilmente!” “ E’ mia modestissima e opinabile ma inconfutabile opinione, invece – interveniva Ipocrita – che nonostante i vostri grandissimi meriti, Sua Gracidanza prediliga le mie prestazioni!””.
Ma le situazioni difficili erano molte e talvolta penose. Intanto Strabuzzocchio doveva mangiare riso, carne e torte anziché quei begli insetti grassi e e certe foglioline melmose che avrebbe desiderato. Inoltre dormiva (male) tra cuscini di raso o materassi piumosi e ultracaldi anzichè in tappeti muschiosi e freschi; doveva poi fare il bagno in profumate e schiumose acque, strofinato ogni mattina da paggi e valletti, anziché in pozze verdastre e sporche, schizzato da altri ranocchi giocherelloni, come gli sarebbe piaciuto.
Un po’ alla volta, però, le cose migliorarono : il principe si abituò alla vita di corte, imparò il linguaggio umano e divenne addirittura un re onesto, buono e apprezzato. Tuttavia si sentiva molto solo (anche perché circondato da quei tre orrendi Primi Ministri) e decise, quindi, di farsi una famiglia: cominciò allora ad invitare a feste e balli le più ragguardevoli fanciulle del regno per scegliersi una sposa. La ricerca però sembrava non avere troppa fortuna.

Immagine tratta da lineheight.ne