ZZ Top “Eliminator” (1983)

ZZ Top “Eliminator” (1983)

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ZZ Top
“Eliminator”, 1983 (Warner Bros. Records)
Synth-Rock-Blues

di Antonio Del Mastro

Si dice spesso che le lunghe barbe degli Z.Z.Top facciano da cornice musicale ai lunghi viaggi dei camionisti d’America…sicuramente il loro caratteristico stile è cucito alla perfezione : motori e belle donne ! Il nome della band deriva dal grande B.B. King secondo quanto sostenuto dal chitarrista Billy Gibbons, entrato nella Rock’N’Roll Fame nel 2004, assieme agli due membri Dusty Hill e Frank Beard, bassista e batterista rispettivamente. Formatisi nel lontano 1969 in Texas, iniziano con album di radice Blues e Country tipico del Rock Sudista, incidendo sei album durante il decennio ‘70-’80, tra cui lo splendido “TRES HOMBRES” contenente la hit “La Grange”, uno dei riff più famosi del Rock. Dopo aver sperimentato già il sintetizzatore elettronico nell’album “EL LOCO”, decidono di elaborarne meglio la musicalità e di farne l’ossatura del loro album migliore dal punto di vista commerciale, ELIMINATOR appunto.
Disco a cui io sono particolarmente affezzionato perché fù tra i primi vinili che acquistai per sentirmi “rockettaro” in un periodo (anni ‘90) in cui la Euro Dance dominava le scene e le serate del sottoscritto. Viene pubblicato nel 1983 su etichetta Warner Bros e contiene 11 tracce fantastiche, rispecchiando tutto il loro stile musicale e oserei dire abbastanza unico. Insomma quel tipo di musica che la riconosci dalla prima nota riprodotta. Stampato con la copertina raffigurante una Ford Coupè del 1933 ( la Eliminator ) pronta a partire coi fari accesi per inziare un viaggio alla scoperta dei migliori locali Sudisti dove alcol e donne sono nello stesso rapporto delle liquirizie in un negozio della Haribo…
Periodo in cui i video clip diventano Mainstream, dopo la nascita di MTV nel 1981, è lecito aspettarsi lanci di filmati montati ad hoc per promuovere un disco, come dico sempre è commercio dovuto. Gli Z.Z. Top lo fanno con i brani “Legs”, “Sharp Dressed Man” e “Gimme All Your Lovin’” ed ottengono il successo sperato. Il primo diventerà il brano iconico per eccelenza, un epico pop-blues dove sfido chiunque a paragonarlo alla sigla di Mythbusters e non riconoscerne le note ( ma è mai partita una causa di plagio musicale da parte dei ZZ Top nei confronti dei produttori della trasmissione? Mah… ). Il secondo brano è un energico blues con tanto di riff di Gibbons in gran forma, da ascoltare a volume su fondo scala. Mentre il terzo brano, che con il suo potente riff di batteria apre la prima facciata del disco, sembra mettere insieme tutta la sezione ritmica dell’intero album. Il miglior presentat-arm. Un Hard Blues semplicemento perfetto.
Il Rock’N’Roll e le nuove sonorità synth-hard del momento si fanno strada in “Got Me Under Pressure” e “I Got The Six”, brani di cui non ci si stanca riascoltarli anche nello stesso giorno ( attenti ai vicini di casa che ascoltano musica sinfonica…potrebbero infastidirsi e bussarvi alla porta !) L’autoplagio spesso è presente negli album dei migliori artisti rock: è il caso  di “Dirty Dog”, stessa ritmica e stessa idea musicale di Legs. Mentre invece dietro un apparente banalità dei brani “TV Dinners” e “Thug” si nasconde secondo me qualcosa che non poteva mancare in questo album, brani in cui sono presenti pause e riff puliti di piacevole ascolto che mantengono pur sempre una certa sonorita’ moderna e attuale. Una curiosità sul brano “Thug” : il brano è composto e arrangiato  dal loro tecnico del suono Linden Hudson, che non ha mai ricevuto nessuna riconoscenza per questo ( ci saranno battaglie legali) se non nel 2013 quando Gibbons ne parlò per la prima volta, affermando che gli ZZ Top sarebbero stati altra cosa senza di lui.
Stessa cosa accade in “I Need You Tonight”, tra l’altro blues melodico e stupendo da farlo girare sul giradischi diciamo…mentre…beh lo capirete solo dopo averlo ascoltato. Con i brani “If I Could Only Flag Her Down” fatto da riffoni chitarristici e sprazzi canori degni del miglior consumatore di cocktail ghiacciati del Texas e “Bad Girl” , quest’ultimo dannatamente composto per chiudere qualunque concerto rock, termina almeno per questa volta il viaggio iniziato con la Eliminator.
Che dire insomma, dopo aver ascoltato il capolavoro TRES HOMBRES del 1973 radicato più nel blues classico, consiglio questo album “rockettaro” quanto basta perché rappresenta uno dei migliori dischi Rock in cui l’uso dei sintetizzatori in brani rock blues fanno di questa opera una vera pietra miliare per qualunque persona che “campi” di musica.
Buon ascolto e buon viaggio con la Eliminator.

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Sono nato in Puglia ma vivo in Piemonte da oltre vent’anni. Ho iniziato a 13 anni ad ascoltare Beatles e Rolling Stones, fino ad apprezzare in pochissimo tempo artisti come Little Feat, Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Creedence CR, Ten Years After, Pink Floyd,Canned Heat. Mi divertivo facendo il disk jockey con dance, tecno music e progressive sound. Ho sempre amato il genere blues e le sue infinite sfumature, da quelle “soft” a quelle più “hard”. Il mio album preferito? The dark side of the moon. La mia cura per il mal di testa? Led Zeppelin. La mia pietra miliare? Free Bird dei Lynyrd. Il gruppo più sottovalutato? Ten Years After di sicuro… Il gruppo più sopravvalutato? I Queen senza alcun dubbio. Gli album rock più inutili? Molti, Frank Zappa, poteva risparmiarseli… Il chitarrista più raccomandato? Slash. Il chitarrista più sfortunato? Stevie Ray Vaughan. Bene con questa sintesi credo di essermi presentato a dovere!