Sara Segantin; Gli eroi della complessità

Sara Segantin; Gli eroi della complessità

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Vi trasmetto l’intervista alla dottoressa Segantin realizzata da Stefania di Intervis3: 3 ragazze interrogano la scienza

SARA SEGANTIN-GLI EROI DELLA COMPLESSITÁ                    Crisi climatica: azioni o non azioni per un’emergenza complessa

24 anni fa nascono sulle Dolomiti molteplici talenti condensati in un unico corpo, quello di Sara Segantin, oggi attivista, scrittrice e project manager. Così giovane, ha alle spalle una Laurea in Lingue e Letterature Straniere e Turismo Culturale, un Master in Comunicazione della Scienza, varie esperienze all’estero, la collaborazione alla fondazione del movimento FridaysforFuture, l’organizzazione di progetti di diverso tipo e la pubblicazione di tre libri. Ed è proprio dal suo ultimo libro “Non siamo eroi” che parte il suo intervento a MantovaScienza, che mira a ripercorrere i punti focali della crisi climatica in corso e soprattutto a riflettere sui processi psicologici e sociali dai quali derivano i nostri comportamenti al riguardo. La non eroina del libro è una diciannovenne che, a seguito di un terremoto, mette in discussione sé stessa e tutto ciò che la circonda, scoprendo in sé la passione per l’ambiente e l’impegno civile. Sara Segantin, infatti, non racconta la crisi climatica tramite saggi, ma con romanzi dove il protagonista potrebbe essere chiunque di noi. E chissà che invece di agire in aiuto dell’ambiente nelle pagine di un libro, non ci troviamo a farlo nella nostra quotidianità.

Spesso si è coscienti della crisi ambientale in corso e si è a conoscenza del come si potrebbe contribuire, ma non si è disposti a cambiare le abitudini con cui si convive da molto tempo. Questo può portare al sentirsi in colpa, ben consapevoli del fatto non si sta facendo quello che si potrebbe e dovrebbe fare. Dunque, dottoressa Segantin, come pensa che le persone possano passare dal senso di colpa al senso di responsabilità? E come si può trasmettere la responsabilità acquisita a chi è scettico riguardo la lotta alla crisi climatica?                                               Attraverso l’entusiasmo, il divertimento, seguendo le proprie passioni ma vivendole forse in maniera diversa, che sia il lavoro, la famiglia o che siano gli hobby. Un approccio alla sfida climatica intesa non come limite ma come opportunità di stare meglio, di conquistare un nuovo benessere che si basa sul rispetto e sulla consapevolezza. Direi di farlo sempre confrontandosi, con l’amicizia, con l’amore e anche con le contraddizioni, in un percorso di dialogo e informazione che porta a combattere la rassegnazione, il senso di impotenza che diventano invece cittadinanza attiva.

Attualmente lei è attivista, scrittrice e project manager e si occupa principalmente di sostenibilità ambientale e temi legati ad essa. Gran parte del suo percorso di studi però non è incentrato sulla scienza, ma sulle lingue straniere. Come si riescono a combinare i due ambiti nel suo lavoro? Secondo lei, in che modo le discipline umanistiche possono aiutare quelle scientifiche e viceversa?                                                                               Il mio percorso è soprattutto su letteratura e storia, che penso coesistano e si implementino a vicenda perché il nostro mondo è costituito da fatti concreti e oggettivi e dal nostro modo di raccontarli. La scienza stessa è una narrazione che ci permette di conoscere, di capire, di approfondire ed è attraverso le storie, che siano fatte di numeri o di parole, che impariamo a costruire il mondo, oltre che conoscerlo. Il mio ponte tra la testa e il cuore, tra le emozioni e i fatti è costruito con la consapevolezza dell’interconnessione del mondo, data dagli studi umanistici, e la capacità di andare nel dettaglio, propria delle discipline scientifiche. Scienza e letteratura sono due facce della stessa medaglia che è il mondo.

Riuscire ad arrivare all’interno del cuore, della mente e della coscienza delle persone attraverso la scrittura è un dono. L’ha sempre appassionata scrivere racconti? Ci può descrivere il processo di fusione tra la sua passione per la scrittura e la lotta al cambiamento climatico?                                                          Mi piaceva leggere, poi mi sono stancata e ho iniziato a scrivere! Leggo ancora, in realtà. Credo che le avventure riescano ad emozionarci e a trasmettere contenuti a volte anche complessi sotto forme diverse e inaspettate. E penso anche che scrivere sulla crisi climatica sia una presa di responsabilità che chiedo e pretendo, in un certo senso, da tutti e questo è il mio primo passo. Io preferisco scrivere di fantasia, di avventura però l’attuale momento storico richiede consapevolezza e desidero diventare parte di questo percorso che spero di portare avanti con un piccolo passo in più.

[Valentina Vitali]

 

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